Aviazione Leggera della Fanteria a Venaria reale (TO) 1975

Il distintivo mostrato nella foto appartiene storicamente al Reparto Aviazione Leggera (R.A.L.) dell'Esercito Italiano, originariamente di stanza presso l'aeroporto militare "Mario Santi" di Venaria Reale. Questo tipo di spilla veniva indossato dai militari in servizio presso il reparto

Questo spillo araldico metallico d'epoca appartiene al Reparto Aviazione Leggera "Cremona" (R.A.L. "Cremona") dell'Esercito Italiano.

Ecco la storia e i dettagli legati a questo specifico emblema:

  • Inquadramento storico: Costituito ufficialmente nel aprile del 1963 per trasformazione della precedente Sezione Aerei Leggeri (S.A.L.), questo reparto era organicamente inserito nella Divisione di Fanteria "Cremona". 
  • Sede: Il reparto operava ed era di stanza presso l'Aeroporto / Eliporto "Mario Santi" di Venaria Reale (Torino), dove coabitava e condivideva la base con il R.A.L. della Brigata Alpina "Taurinense". 
  • Mezzi storici: Il personale del reparto utilizzava prevalentemente aerei leggeri da ricognizione e osservazione come i celebri L-19E Bird Dog e, successivamente, elicotteri da ricognizione come gli AB 206. 
  • Simbolismo del distintivo: Lo scudo a sfondo azzurro (colore tipico legato al volo) reca una banda trasversale con il nome del reparto. Nei quadranti si riconoscono i profili stilizzati dei velivoli in dotazione (un aeroplano leggero ad ala alta e un elicottero) affiancati dallo stemma araldico della Divisione "Cremona" (lo scudetto rosso contenente la caratteristica branca di leone che stringe tre spighe di grano d'oro).

    Il reparto è rimasto attivo con questa configurazione e denominazione fino alla grande ristrutturazione dell'Esercito Italiano avvenuta a cavallo tra il 1975 e il 1976, epoca in cui l'Aviazione Leggera è stata riorganizzata in Gruppi Squadroni (confluendo poi nella storia del 34° Gruppo Squadroni AVES "Toro" sempre a Venaria Reale).

    sto scrivendo alcuni fatti della mia vita

    Più vado avanti e più mi sembra di non ricordare interventi della mia famiglia su quello che facevo. Sicuramente si saranno preoccupati per me ma io non ricordo bene queste cose. Sono passati tanti anni ma faccio fatica a ricordare qualcosa del genere. Alla fine mi pare di aver fatto e scelto tutto da solo.

    Quando ho preso il diploma c'era la possibilità concreta che dovessi andare militare. Avevo passato la visita di leva e secondo quello che ricordo essendo nato in settembre mi era stata destinata la marina militare.

    Comunque pensai bene di iscrivermi all’Università per ottenere il rinvio.

    Ero troppo preso da tante cose che andare a fare il militare mi sembrava una grossa disgrazia.

    Ci sono andato poi nel 1975 quando avevo già superato i 25 anni. Mi fu assegnata l'Aviazione leggera della Fanteria e quindi Esercito e non marina ma l'unico problema era che la sede era Venaria Reale vicino Torino.

    Comunque a Torino arrivai dopo un viaggio in treno di quasi 12 ore praticamente in piedi perché il treno era affollatissimo di lavoratori che tornavano a Torino dal Sud

    Era la notte tra il 13 ed il 14 gennaio 1975.

    Era il 14 gennaio 1975 ed ero stanchissimo e quando fui nella Stazione e trovai dei militari che erano lì per raccogliere le reclute non trovai niente di meglio che seguirli fino alla Caserma.

    Fortunatamente per me tornavo da alcuni anni in Ungheria e quindi non mi pesò più di tanto stare lontano da casa dove nel 1972 era morta mia madre dopo una abbastanza veloce malattia senza speranza. Era nata nel 1911 e quindi aveva poco più di 60 anni.

    Mia madre era morta il 30 giugno 1972 ed io dopo un'estate passato in giro per l'Italia con gruppi di turisti che portavo in giro come accompagnatore partii per Budapest dove arrivai il 7 novembre che era la festa della Rivoluzione d'Ottobre.

    Mi fecero entrare in una camerata deserta e mi comunicarono a che

    ora avrei potuto pranzare.

    Il rancio non era male. Mangiai della pasta che non mangiavo quasi mai da quando ero arrivato in Ungheria anni prima.

    Non c'era nessuno solo i militari che erano già in servizio. Le reclute arrivarono solo all'ultimo minuto utile verso le 23

     

    Tornando alla mia prima giornata in caserma mi sembrò più che strana la visita di un capitano dei carabinieri in camerata. Mi chiese se ero io quello che era stato in Ungheria. Un modo come un altro per farmi sapere che sapevano tutto di me. Verso le 22.30 cominciarono ad arrivare le altre reclute e qualcuno giusto qualche minuto prima delle 23.00 cioè giusto in tempo utile. Solo il giorno dopo scoprii quelli che facevano parte dell'aviazione leggera. Gli altri furono assegnati ad altri servizi. Dormivamo nella stessa camerata ed eravamo una decina di reclute e poi c'erano quelli che stavano lì da uno, due e tre trimestri e quindi quelli che stavano più vicini al congedo. Stavamo in una camerata nella Regia di Venaria che era stata la residenza di caccia dei Savoia. Sul palazzo c'era scritto SAVOIA Duchi,Principi,re ed Imperatori. Dormivamo e mangiavamo lì ma dopo l'addestramento (CAR) prestavamo servizio nell' Aereoporto che stava a meno di 1 km sulla strada di Collegno. In teoria saremmo potuti arrivare attraverso i giardini della Regia ma la zona era interdetta a tutti perché c'erano depositi sotterranei di munizioni e la zona doveva essere bonificata. La mattina l'alzabandiera e poi ognuno ai compiti a cui era assegnato. Io ero autiere ed ho dovuto fare la scuola guida. Non sapevo guidare e chiaramente non avevo la patente di guida. In seguito ho guidato la jeep ma quasi sempre nell'area dell'aereoporto e quindi quando dovetti guidare un camion in città fu una vera tragedia ma non uccisi nessuno. Ricordo una strada a più corsie e mi limitai a seguire la corrente del traffico. A proposito di camion era una tragedia quando bisognava lavarli. Faceva un freddo cane. E le mani con l'acqua gelata si spaccavano e non avevamo guanti di gomma. Solo dopo qualche mese una mattina all'alba scoprii per la prima volta che eravamo circondati dalle Alpi piene di neve sulle cime. I miei commilitoni erano quasi tutti napoletani anche se c'era uno che viveva da anni a Genova ed un altro era un medico romano. Tra i Napoletani c'era un bancario,un professore di matematica,un idraulico, un precario delle Ferrovie dello Stato che scoprii era il fratello di un compagno ferroviere che avevo conosciuto. C'era un commilitone che era stato in galera esperto di furti di auto ed appartamenti

    Era un simpaticone col quale legai molto.

    Giuramento con milanese e famiglia (loro erano venuti mentre noi napoletani soli soletti) e sergente siciliano con pipa

    Foto con bambine torinesi nel parco del Valentino

    le bambine vedendo il basco azzurro vollero fare una foto con il cappello di Paperino così dissero

    Agusta-Bell_AB-206A_MM80868_Esercito

    nel 1975 erano più brutti

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