RICORDI POLITICA (NAPOLI)
Al fianco degli operai dell'Italsider di Bagnoli
Io con la bandiera
APRILE 1969 DOPO I FATTI DI BATTIPAGLIA
Manifestazione dopo l'assalto fascista all'Università di Napoli del 29 gennaio 1969
ricolorata vecchia foto 28/29 ottobre 1970 contro visita Nixon
L'inno della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (noto in Italia anche come Inno della gioventù per la pace o Gioventù nel mondo) è un canto politico e pacifista risalente al 1950, strutturato su una musica di origine sovietica ed ampiamente diffuso nei canzonieri della FGCI.
Il testo, incentrato su temi di pace, fraternità e lotta per la libertà, è strutturato in due strofe e un ritornello che recita: "Questa nostra voce non si spegnerà, / durerà, crescerà. / Le menzogne non ci tradiranno più, / gioventù, gioventù! / La libertà sull'oscuro mondo brillerà". Tra i versi principali si contano: "Sulle voci di guerra sorge il canto dell'umanità" e "Apriremo le porte al cammino della civiltà".
Sulle voci di guerra sorge il canto dell'umanità chiama tutta la terra a quest'inno di fraternità. Giovinezza del mondo il tuo coro fecondo si leva unito echeggia ardito domanda libertà.Questa nostra voce non si spegnerà durerà crescerà le menzogne non ci tradiranno più gioventù gioventù LA libertà sull'oscuro mondo brillerà Questa nostra voce non si spegnerà durerà crescerà le menzogne non ci tradiranno più gioventù gioventù. Apriremo le porte al cammino della civiltà vinceremo la morte e perenne la pace sarà. Giovinezza del mondo il tuo coro fecondo si leva unito echeggia ardito domanda libertà Questa nostra voce non si spegnerà durerà crescerà le menzogne non ci tradiranno più gioventù gioventù.
CIMEA : L'organizzazione mondiale per i bambini più piccoli
I pionieri ungheresi
MANIFESTAZIONE a Budapest prima del Festival Mondiale della Gioventù a Berlino (1973)
Sono intervenuto a nome della FGCI alla celebraziobe del 39° Anniversario della nascita del Partito Comunista Irakeno
Il movimento comunista iracheno era la principale formazione politica del mondo arabo, negli anni Cinquanta stava per prendere il potere. Oggi sopravvive, dopo tragedie e anche qualche successo fugace
Icomunisti hanno sopportato tanto nel ventesimo secolo, pochi però hanno subito quanto i membri del Partito comunista iracheno. Fondato nel 1934, il partito è sopravvissuto a due ondate di repressione feroce, prima sotto la monarchia poi sotto la dittatura baathista.
Il partito comunista iracheno è stata la più grande formazione politica del mondo arabo: a fine anni Cinquanta era la forza politica più organizzata dell’Iraq, con una forte base popolare, e sembrava a un passo dalla presa del potere. Tuttavia, nel giro di vent’anni è stato fiaccato dalla sequela di uccisioni, torture o atti di cooptazione da parte di un regime, quello di Saddam, che ha indebitamente rivendicato l’etichetta del socialismo arabo.
Qualcosa del comunismo iracheno sopravvive ancora oggi, anche se sulla scena politica è molto più debole di prima. Sul sito web del partito, orgogliosamente, c’è ancora lo stesso slogan, quello che si poteva leggere in esergo a tutte le pubblicazioni a stampa del periodo di massimo splendore: «Una nazione libera e un popolo felice». Oggi il Pc iracheno è un pezzo importante di un’alleanza di nuovi partiti politici nati dopo il movimento Tishreen [ottobre, Ndt], la rivolta popolare scoppiata nell’ottobre del 2019, e aspira a un ruolo di primo piano in quello che definisce il «movimento civile» che si oppone allo «Stato etno-settario» dell’Iraq.
La storia del partito mostra però tratti di particolare complessità. Se, da un lato, il periodo del governo baathista è stato un momento di sofferenza, dall’altro va detto che la maggior parte dei dirigenti scelse di adattarsi al regime aderendo al Fronte nazionale progressista nel 1973, e questo ha contribuito alla progressiva marginalizzazione del partito in Iraq a opera delle correnti islamiste.
IL FESTIVAL MONDIALE DELLA GIOVENTU' DEMOCRATICA A BERLINO 1973
11 settembre 1973 colpo di stato in Cile
Brescia, 28 maggio 1974, ore 10.12
1° giugno 1975 elezioni a Napoli. Valenzi candidato Sindaco.
27 settembre 1975 Maurizio Valenzi eletto Sindaco di Napoli
FESTIVAL NAZIONALE DE L'UNITA'
BERLINGUER VISIONA I LAVARI DI RIPRISTINO DELL'ARENA FLEGREA E NELLA FOTO APPARE MARIO RICCIO FOTOGRAFO DELL'UNITA'
HO LAVORATO COME INTERPRETE CON GLI UNGHERESI CHE HANNO ALLESTITO LO STAND
12 dicembre 1975 manifestazione sindacale nazionale a Napoli
1 marzo 1977 PER IL CILE CON LOUIS CORVALAN
Il 1° marzo 1977 (e nei giorni immediatamente successivi) si tenne a Napoli una grande manifestazione di solidarietà democratica per la libertà del Cile, che vide come ospite d'onore Luis Corvalán, lo storico segretario del Partito Comunista Cileno da poco liberato dal regime di Pinochet.
ARCI 1° maggio 1977
Il centro di Napoli è stato teatro di una forte mobilitazione pacifista contro l'imminente guerra in Iraq. Nei primi mesi del 2003, l'Italia e il mondo intero erano attraversati da una grandissima ondata di proteste. Moltissimi cittadini scesero in piazza per manifestare contro l'intervento militare guidato dagli Stati Uniti.
I Luoghi del Centro e i Partecipanti
- Le Piazze Simbolo: Il corteo e i vari presidi hanno toccato i punti nevralgici del centro cittadino, muovendosi tra Piazza del Plebiscito, Piazza Dante e le vie dello shopping e delle università.
- Chi Manifestava: La mobilitazione ha unito una folla molto varia. In prima fila c'erano studenti delle scuole superiori e delle università, sigle sindacali, associazioni cattoliche e movimenti civici.
- I Colori della Pace: Il centro storico è stato letteralmente invaso dalle bandiere arcobaleno con la scritta "PACE", appese anche ai balconi dei palazzi napoletani.
IL MATTINO manifestazione 4 marzo 2003
CONVEGNO NAZIONALE DEL CARIME (COMITATO INSEGNANTI IDONEI DELLA SCUOLA MATERNA ELEMENTARE E MEDIA A NAPOLI) CON ANGELA CORTESE
MANIFESTAZIONE PER IL CILE CON LUIS CORVALAN A PIAZZA MATTEOTTI
FONDAZIONE A ROMA
Il Cantiere per il Bene comune con Achille Occhetto
Il "Cantiere per il Bene Comune" è stata un'associazione politica e culturale italiana fondata il 6 novembre 2003 (o nel 2004) da Achille Occhetto insieme a personalità come Giulietto Chiesa, Paolo Sylos Labini, Diego Novelli, Antonello Falomi ed Elio Veltri. Nacque per unire la sinistra e creare un nuovo soggetto politico riformista ed europeo
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